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4 mag 2018

Requiem in Re minore K 626 di Wolfgang Amadeus Mozart.



MATERA SPRING MUSIC FESTIVAL

Orchestra, coro e soli per il Requiem di Mozart

Domani – domenica – 22 aprile

ore 20,30 – Cattedrale di Matera. Ingresso libero.

Appuntamento con la musica sacra domani – domenica 22 aprile con inizio alle 20,30 – nella Cattedrale di Matera, il Laboratorio arte, musica e spettacolo (Lams) Matera e l’Associazione Rocco D’Ambrosio offrirranno al pubblico il Requiem in Re minore K 626 di Wolfgang Amadeus Mozart.

Il concerto è il primo appuntamento del Matera Spring Music Festival, rassegna iniziata sabato 21 aprile nella cattedrale a Potenza con la prima del Requiem.

A eseguire l’ultima composizione del musicista di Salisburgo saranno i 30 musicisti dell’Orchestra di Matera e della Basilicata diretti dal Maestro Giovanni Pompeo. Le parti vocali sono affidate all’ Ensemble vocale “Florilegium Vocis” di Bari diretti dal Maestro Sabino Manzo e i solisti: Maria Laura Iacobellis, soprano, Tina D’Alessandro, mezzosoprano, Sebastiano Giotta, tenore e Alberto Comes, basso.

La Messa di Requiem in Re minore K 626 è l’ultima struggente composizione di Mozart. Rimasta incompiuta per la morte dell’autore, avvenuta il 5 dicembre 1791 e questa incompiutezza è all’origine di tutta una serie di misteri. La vedova Constanze, comprensibilmente desiderosa di riscuotere il saldo della partitura incompiuta, affidò il completamento dell’autografo a musicisti legati all’entourage del marito. Fu principalmente Franz Xaver Süssmayer, allievo del compositore, a completare le parti mancanti. Prima di lui erano stati coinvolti altri due allievi, Franz Jakob Freystädtler e Joseph Eybler, sotto il probabile coordinamento di un altro musicista vicino alla famiglia Mozart, l’abate Maximilian Stadler. Tutti costoro furono legati da un vincolo di segretezza: nessuno doveva sospettare che Mozart non fosse l’unico autore del Requiem. È solo nel 1825, quando ormai da molto tempo il Requiem era stato eseguito e pubblicato, che vennero avanzati i primi reali sospetti sul contributo di altre mani nel completamento della partitura, dando luogo a una controversia che sarebbe durata per parecchi anni.


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